C’era una volta un principe che si credeva molto più bello di quanto non fosse. Si mirava e rimirava per ore allo specchio, complimentandosi con se stesso per ogni piccolo dettaglio del suo viso, per ogni centimetro del suo corpo, ad ogni parola pronunciata dalla sua voce andava in estasi e i movimenti del suo corpo lo riempivano di gioia per la loro perfezione.
Nel suo regno abitava una principessa vittima di un incantesimo nemmeno così orribile: era stata trasformata in una farfalla. Certo non era una vita facile, esprimersi era molto faticoso e andare alle feste comportava volare molto in alto per non venire schiacciata dalla gente, ma almeno non spendeva capitali per ubriacarsi e quando non voleva farsi trovare non doveva necessariamente cambiare città. L’unico modo per spezzare l’incantesimo era un bacio appassionato di un principe, che però si chiedeva, come farà a baciarmi che ho la bocca grande come la punta di uno spillo?
I giorni passavano spensierati quella primavera per i due principi, chi estasiandosi e chi cercando di scrivere al computer per mandare mail agli amici, fino al giorno in cui si incontrarono al parco, vicino allo stagno dei cigni. Fu subito amore. O meglio, il principe si innamorò istantaneamente di sé quando scorse nel riflesso sull’acqua la bella farfallina che adornava la sua chioma bruna.
-Oh ma quanto sono figo con te vicino, mi stai proprio bene, ma d’altro canto è difficile che qualcosa non mi doni, sono così bello, così simpatico, così aggraziato…
La piccola farfalla dovette fare appello a tutte le sue forze per non svenire, prima per la bellezza del giovane, poi per le chiacchiere ad alto potere narcotico.
-Tu sei un principe, vero?- chiese timidamente la colorata bestiola posandosi sul lobo del regale orecchio.
-Ma certamente! Chi se non un vero principe può avere i capelli così luminosi, gli occhi così profondi, la pelle così liscia?...
-Potrei chiederti un favore? Sono una principessa vittima di un incantesimo. Lo so, non un orribile incantesimo, ma pur sempre una gran rottura di scatole…Per spezzarlo avrei bisogno che tu mi dessi un bacio. Poi se lo desideri non mi farò vedere mai più!-supplicò la farfalla, stanca di mangiare pessimi yogurt perché doveva farsi fare la spesa dalla vecchia domestica che non vedeva molto.
-Ma, non saprei…non sono solito concedermi con leggerezza…poi non sei molto più felice ad essere un ornamento su questo strepitoso, direi perfetto corpo??
-Felicissima, davvero, ma inizio ad essere stanca di non poter decidere che canale guardare alla tv, non poter andare al mare con gli amici, mangiare un bel panino alla mortadella.
-No mi spiace, sono futili motivi in confronto a quanto stai bene tra i miei capelli. Anzi a come sto bene io con te lassù! Non provare a muoverti!
Nessuna argomentazione poteva smuovere il bel principe, ma la piccola farfalla non voleva lasciarlo, ci aveva messo così tanto tempo a trovare un vero principe! E poi pensa che ti pensa, la soluzione arrivò un giorno quando il principe stava ammirandosi la dolce curva del labbro inferiore e arricciava la bocca in invisibili baci. Con uno scatto fulmineo la farfallina si precipitò a baciare il principe.
Se in quel momento avesse osservato i propri occhi allo specchio il giovane narciso sarebbe stato catturato da una venatura quasi impercettibile di verde acquamarina. Invece aveva gli occhi ben spalancati a guardare il nudo corpo perfetto della ragazza che gli stava di fronte e che, strappata una tenda dalla finestra, se ne vestì e lo lasciò lì a bocca aperta.
Da quel giorno il principe ridimensionò la sua considerazione di se stesso.

Ispirata a "Il principe ranocchio" dei fratelli Grimm.